Obiettivi di apprendimento: chiarezza ed equità

Immaginate di avere vent’anni e di essere in un’aula all’università.

State sostenendo l’esame di Economia Aziendale I. Alla fine dell’ora, vi alzate, consegnate il compito, e iniziate a pregare che sia corretto dal docente più “buono”.  A chi non è capitato?

Cambiamo scena.

Ora siete voi i docenti. State valutando la tesi di laurea di uno studente. Per regolamento, ogni tesi deve essere valutata da due docenti. Quando vi confrontate, notate che le valutazioni divergono di 20 punti su 100. Per voi, la tesi vale 65 punti, per l’altro docente ne vale 85.

Come fare?

Spesso gli studenti sono valutati in modo diverso perché non c’è stata sufficiente chiarezza sugli obiettivi di apprendimento.

Disallineamento nella valutazione: il costo degli obiettivi vaghi

Obiettivi di apprendimento poco chiari possono portare a disallineamenti nella valutazione finale, creando conflitti tra studenti e docenti. Valutare studenti con parametri diversi rappresenta non solo un problema di equità, in cui a pari risultato non viene attribuita la stessa valutazione, ma anche un problema di gestione del conflitto tra docenti e studenti.

Non solo: obiettivi di apprendimento non chiari possono anche impattare sul corso stesso e sulla motivazione degli studenti. La struttura e i contenuti del corso discendono direttamente dagli obiettivi di apprendimento e devono supportarne il raggiungimento. Se emergono disallineamenti, si possono sviluppare problemi di motivazione negli studenti, che non capiranno il perché devono frequentare le lezioni, studiare, o sviluppare attività integrative. Per esempio, può capitare se a un obiettivo non corrispondono sufficienti contenuti, oppure se vengono forniti contenuti senza obiettivi associati.

Non basta indicare gli obiettivi di apprendimento nel syllabus. Gli obiettivi devono essere chiari, realistici e misurabili, per diventare il punto di partenza di una didattica equa, motivante, trasparente e inclusiva.

Obiettivi chiari come leva di motivazione e coerenza didattica

Formulati correttamente, gli obiettivi di apprendimento diventano un importante strumento di orientamento, un faro che indica la rotta. Sono ciò a cui il corso tende, un ponte tra chi gli studenti sono all’inizio del corso e chi diventeranno alla fine.

E’ importante che gli obiettivi si leghino anche al mondo reale, mostrando agli studenti come il corso darà loro strumenti utili per quello che seguirà. In questo senso, obiettivi chiari diventano anche una leva per stimolare la motivazione degli studenti.

Avere obiettivi di apprendimento chiari significa comunicare a tutti gli studenti le stesse regole del gioco in cui muoversi. Significa sviluppare la relazione con gli studenti sulla base di trasparenza e fiducia.

Un faro che simboleggia gli obiettivi di  apprendimento come direzione chiara per gli studenti.

Chiarezza e inclusione: le regole del gioco per tutti

Ogni persona ha un proprio background e un proprio modo di osservare e interpretare la realtà. Più gli obiettivi di apprendimento sono chiari, più studenti diversi potranno essere facilitati a capire cosa ci si aspetti da loro.

E’ un tema di trasparenza delle regole del gioco: se le regole sono comunicate in modo comprensibile a tutti, ogni giocatore comincerà la partita dallo stesso punto di partenza, a parità di altre condizioni. Se il modo in cui le regole sono spiegate privilegia alcuni studenti (per esempio, coloro che hanno già seguito un corso precedente con quel docente, in quell’università, in quel Paese), allora è evidente che altri studenti avranno uno svantaggio in partenza.

Se un corso prevede la presenza di più docenti, è importante che gli obiettivi di apprendimento siano chiari anche per garantirne l’allineamento, sia in fase di predisposizione dei contenuti dell’insegnamento, sia in fase di valutazione. Quando più docenti correggono lo stesso compito o esame, avere obiettivi formulati in modo chiaro riduce la discrezionalità, garantendo maggiore coerenza nelle valutazioni.

La tassonomia di Bloom come punto di partenza

Il primo passo per scrivere obiettivi di apprendimento chiari è chiedersi “cosa dovrebbero essere in grado di fare gli studenti dopo questo corso?”. Parallelamente, è importante legare gli obiettivi dello specifico insegnamento a quelli più generali del corso di studio, chiedendosi in che modo l’insegnamento contribuisca al raggiungimento degli obiettivi della laurea triennale o magistrale.

Uno degli strumenti più utilizzati per articolare gli obiettivi di apprendimento è la tassonomia di Bloom, che indica diversi livelli dell’apprendimento: ricordare, comprendere, applicare, analizzare, valutare, creare.  

In pratica, indicano diverse competenze che vogliamo che gli studenti acquisiscano, dalla memorizzazione all’utilizzo della conoscenza per creare qualcosa di nuovo. Tradizionalmente, la tassonomia è rappresentata come una piramide, in cui le competenze alla base (es., la memorizzazione delle componenti di un business plan) sono fondamentali per raggiungere i livelli più alti della piramide (es. la stesura di un business plan).

I livelli più alti (es. valutazione, creazione) portano gli studenti a diventare essere studiosi attivi: non deve semplicemente ripetere quanto il docente gli ha spiegato in aula su cosa sia un business plan, ma deve far proprio il contenuto, utilizzandolo per creare qualcosa di nuovo e personale.

Più recenti rappresentazioni della tassonomia utilizzano formati alternativi alla piramide, che implicano anche diversi rapporti tra le competenze. L’obiettivo di questo articolo è proporre i principi della tassonomia di Bloom come una base per i docenti che vogliano strutturare gli obiettivi di apprendimento del proprio corso.

Alcune risorse utili per i docenti: qui un elenco breve di verbi utilizzabili per ciascun livello di apprendimento: mentre qui un elenco molto dettagliato (entrambe le risorse sono in inglese).

I quattro elementi di un obiettivo di apprendimento.

Gli elementi di un obiettivo di apprendimento efficace

Oltre ai verbi segmentati per livello di apprendimento, un obiettivo chiaro è composto da alcune componenti:

  • il comportamento: il risultato desiderato dell’apprendimento, descritto da uno dei verbi della tassonomia (per esempio, “sviluppa”);
  • il soggetto: il contenuto a cui il verbo si applica, il nome di cosa il verbo si applica (per esempio, “sviluppa la tua visione imprenditoriale”;
  • la condizione: sotto quali contesti lo studente deve essere in grado di dimostrare il comportamento descritto (es. “sviluppa la tua visione imprenditoriale in massimo 800 parole”);
  • il grado di competenza richiesto per raggiungere l’obiettivo (es. “sviluppa la tua visione imprenditoriale in massimo 800 paroleper un pubblico professionale”).

Non sempre tutti i quattro elementi sono necessari in un obiettivo di apprendimento, a volte, a seconda dei casi, solo i primi due sono sufficienti. In ogni caso, più un obiettivo è dettagliato, più è chiaro e trasparente. Allo stesso tempo, un obiettivo di apprendimento non deve diventare eccessivamente lungo: una eccessiva complessità ne diminuirebbe la chiarezza.

Esempio di utilizzo di un verbo per ogni obiettivo di apprendimento.

Un obiettivo, un verbo

Ogni obiettivo dell’apprendimentodeve avere un solo verbo; due o più verbi aumentano la discrezionalità. Se un obiettivo fosse, “sintetizza la letteratura accademica identificando fonti appropriate” si aprirebbero una serie di domande: se lo studente sintetizza la letteratura accademica ma non identifica fonti appropriate, avrà raggiunto l’obiettivo? Lo avrà raggiunto in parte? In quale parte?

Un’alternativa è spezzare l’obiettivo in due parti, attribuendo a ciascuno un proprio verbo e un peso esplicito (per esempio, “sintetizza la letteratura accademica” potrebbe avere il 70% del peso, e “identifica fonti appropriate” il 30%). In questo modo, ciascun obiettivo ha un solo verbo: lo studente deve, da una parte, sintetizzare quanto gli è stato richiesto, e dall’altra identificare.

Tale formulazione aumenta la trasparenza nel rapporto con lo studente, che si confronterà con regole del gioco esplicite, inclusive del peso che il raggiungimento di ciascun obiettivo avrà nella sua valutazione finale. Aumenta inoltre l’allineamento tra i docenti che valuteranno il compito: invece di basarsi su parametri soggettivi per determinare l’importanza di ciascun componente, avranno indicatori condivisi.

Esempio di utilizzo di linguaggio oggettivo negli obiettivi di apprendimento.

Descrizioni oggettive, non giudizi soggettivi

Gli obiettivi devono descrivere il livello di apprendimento richiesto in modo oggettivo, evitando di utilizzare parole che esprimono giudizi.  Le descrizioni non devono, quindi, contenere parole come “adeguato”, “ragionevole”, “ottimo” o “eccellente”, che rappresentano comunque valutazioni personali. Per esempio, un docente può avere una idea diversa da un altro docente o da uno studente su cosa costituisca un compito “ottimo”. Le descrizioni devono quindi elencare con precisione e oggettività cosa caratterizza il raggiungimento o meno dell’obiettivo.

Per esempio, invece di semplicemente indicare che un business plan debba essere “adeguatamente strutturato”, un obiettivo chiaro può elencare gli elementi richiesti.

Persone diverse possono avere parametri diversi su cosa sia “adeguato”, “sufficiente” o “ottimo”:  indicazioni oggettive creano trasparenza e allineamento.

Esempio di utilizzo di obiettivi raggiungibili per gli obiettivi di apprendimento.

Risultati realistici e raggiungibili

Gli obiettivi di apprendimento devono essere raggiungibili nel tempo previsto del corso. Il corso deve fornire agli studenti le risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi dell’apprendimento, in termini di contenuti e di tempo a disposizione.

Sarà, per esempio, improbabile che in un corso di sei settimane uno studente sia in grado di dimostrare di possedere i caratteri distintivi di un imprenditore, che si acquisiscono in anni. Sarà più plausibile, invece, che uno studente possa riflettere sul proprio possesso di quelle caratteristiche imprenditoriali, e sviluppare un piano personale di maturazione in funzione di essi.

Progettare corsi chiari, equi e coerenti

Scrivere obiettivi di apprendimento chiari, realistici e misurabili significa rendere esplicite le regole del gioco, garantire equità nella valutazione e dare agli studenti una direzione concreta.

Un corso ben progettato offre strumenti, criteri e un percorso coerente tra ciò che si insegna, ciò che si chiede e ciò che si valuta.

Se stai progettando o rivedendo un corso universitario e desideri strutturare obiettivi, contenuti e valutazione in modo rigoroso e trasparente, puoi approfondire qui i servizi di Pharus Learning dedicati alle università in Italia.

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